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Pagina 1 di 3 Fu Re Vittorio Emanuele III ad inaugurare il primo lotto di case ed ad avviare, sulle pendici della collina adiacente via Ostiense, pure la scomparsa di quel mondo agreste in cui l’invasione delle cavallette nel 1919 (distrutte, sul finire dell’estate, dall’abituale acquazzone “ tra le due Madonne”) era ancora un flagello biblico e dove la campanella di S. Eurosia, protettrice contro la grandine, suonava a distesa sull’approssimarsi di un temporale estivo. In 15 anni la “città giardino”, completata nell’era Mussoliniana, assunse l’aspetto a noi ben noto. Un quartiere tuttora a livello umano, ben più di tanti altri, ed i vecchi abitanti ricordano con nostalgia i primi decenni, in cui alla Garbatella si viveva come in un villaggio. In questo lasso di tempo cominciava a farsi sentire il problema della scuola secondaria per i ragazzi della zona. Esisteva soltanto in essa una grande e affollata scuola elementare in un grandioso edificio, sulla Piazza della Chiesa parrocchiale Nel 1938, nella limitrofa Borgata Tormarancia, sorgeva la nuova sede dell’Istituto Romano, S. Michele, con centinaia di collegiali. Istituita nel complesso una scuola secondaria statale di avviamento al lavoro, poté servire per loro e per gli abitanti della zona. Mancava però una scuola media, dalle autorità non ritenuta utile per un quartiere abitato da operai e piccoli impiegati. Proprio costoro invece l’anelavano perché ai propri figli, attraverso lo studio, fosse data la possibilità di migliorare la loro posizione economica e sociale. Non poche famiglie reiteratamente invitavano i Padri Filippini, che vivendo a contatto, sentivano come proprio il problema, a farsi essi stessi promotori nell’organizzazione di una scuola media, proponendo anche soluzioni empiriche, per la sua attuazione. Presentata la proposta ai Superiori fu logicamente scartata: allora doveva proprio sembrare un’utopia! Intanto i Padri alla Garbatella continuavano a fare presenti ai Confratelli della Vallicella, le difficoltà, i sacrifici e le preoccupazioni che angustiavano i genitori dei ragazzi costretti ad adire le scuole medie situate tutte al centro della città. L’11 giugno 1940, la Congregazione profondamente sensibilizzata al problema, confidando nella bontà della causa, impegnandone anzi la Divina Provvidenza, con una decisione che al profano sarebbe parsa temeraria, decretò di aprire una scuola secondaria alla Garbatella. Notare che allora essa aveva soltanto il suolo edificatorio, vecchi e angusti locali inadatti. C’erano però i Padri muniti dei requisiti per l’insegnamento e disposti a farlo; c’era molto entusiasmo e buona volontà. Mancavano solamente: locali adatti, arredamento e mezzi finanziari! Seguì poi un periodo di attesa, nella preghiera insieme con tanti buoni genitori e ragazzi dell’Oratorio, uniti con intensa attività nella ricerca di chi potesse aiutarci ad attuare il progetto – scuola. L’elegante palazzo Ghislieri, sulla Via Giulia, con retrostante giardino sul Lungotevere dei Tebaldi, era sede del Nobile Collegio Ghislieri, dal nome del fondatore, che in esso voleva restasse viva la sua memoria col nome. Occorrendo però l’area del giardino per la costruzione di un Liceo Statale, il Virgilio, questa veniva espropriata; anche il palazzo veniva confiscato e destinato a sede degli uffici della Scuola.
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