AUTUNNO di padre Guido Chiaravalli

Domenica pomeriggio, cammino lungo le strade del quartiere in questo autunno che sa ancora d’estate. È bello riscoprire quanto piacevole è camminare così, senza pretese, sotto questo sole ancora caldo.

Osservo le auto che rientrano, alcune cariche di bottiglie di pomodoro, altre di macchine da vendemmiare: diraspatrici, piccoli torchi, altre ancora sacchi di castagne appena raccolte. Vien spontaneo di pensare che in fondo è ancora un momento quasi rurale, come un tempo quando le campagne dominavano le poche case e quando l’uva splendeva al sole nei filari. “Uva garbata” era la qualità immessa in una nuova vigna fatta piantare da Mons. Nicolai nel 1840 circa: forse da essa deriva il nome dato poi alla località. Sembra quasi di vedere la gente semplice, schietta di allora: il desiderio di quel mondo è ancora in noi, lo teniamo nascosto ma con l’autunno spunta fuori.

Per goder oggi la stagione potremmo qui da noi:

  • Osservare la fioritura della rughetta e gustarne il profumo
  • Non lasciarci sfuggire qualche bel tramonto da estate di San Martino.
  • Notare il passo, verso le 8 e le 16, nel nostro cielo di grossi storni di uccelli nella loro migrazione quotidiana

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