21 marzo equinozio di primavera: il tempo del canto, del colore e del profumo (P.Guido)

Il sole si innalza e concentra i suoi raggi. In certe mattine il corpo sente il suo calore giungere alle ossa e aprirlo al risveglio della primavera: ai canti, ai colori, ai profumi.
Il tempo del canto
Il primo accenno, appena il freddo diminuisce, è il canto. All’alba accompagna iraggi del sole che rischiarano il cielo. Camminando o sostando nella campagna durante il giorno, si sente il coro, che raggiunge il suo culmine verso la fine della primavera. Canto d’amore, quindi espressione di vita, che precede ed accompagna la nascita dei piccoli uccellini.
Il tempo dei colori
L’autunno aveva accompagnato con i suoi colori il concludersi del “tempo del sole” con le varie tonalità del giallo e del rosso. Prima che cadessero le foglie, portando la vita nel terreno, aveva concentrato, inattivandola, la preziosa clorofilla delle gemme. Ed il risveglio si accompagna con le stesse tonalità, rapidamente riconverse nel verde che ri-inizia, sotto il sole, a riprodurre la vita. E’ il tempo dei fiori … Nel bosco, ancora bruno, un pero, un susino, un ciliegio selvatico con la macchia bianca attira lo sguardo. E’ difficile, passando sotto un albero in fiore, non sentire il richiamo, ed è difficile non rendergli uno sguardo, perché i fiori vogliono essere visti. Con l’avanzarsi della stagione il verde riprende il sopravvento ma, nei prati, appaiono i fiori, è il tempo dei colori.
Il tempo del profumi
La pianta lancia il suo richiamo perché, col polline portato dalle api, nasca in lei la vita. Un richiamo che opera a distanza e indirizza il volo, sinchè la chiarezza del colore dei fiori, dà il cambio di staffetta verso la destinazione. In genere delicato, talvolta aggressivo il profumo, assieme ai canti degli uccelli, ai colori dei fiori, nella luce e nel torpore del sole, accompagna la nascita della vita. In città, il sottofondo continuo, qualche volta lacerante, del rumore, il colore uniforme dei marciapiedi e delle macchine, il puzzo dello smog che aumenta con l’elevarsi della temperatura, non offrono un riscontro alla primavera: la ignorano, non era così alcuni decenni orsono. Persone che abitano da tanti anni il quartiere, ricordano il tappeto di colori che a maggio scendeva (non esisteva la colombo) verso le mura Aureliane. A giugno nella notte si sentiva il canto degli usignoli.
Dove c’è la Regione Lazio, ai piedi di un boschetto di allori, era intenso il profumo delle violette numerosissime, il canto dei merli e delle capinere nei giardini saluta il mattino. Oggi, se si vuol salvare in città l’incanto della primavera occorre disponibilità d’animo.
Sui prati di periferia si alternano il giallo del richettone e la nuvola azzurra della cicoria, quindi la malva col suo bel rosa carico. Le acacie e l’albero di Giuda, sanno nascondere l’asfalto con i loro fiori bianchi e rosa.
Il glicine e il gelsomino, frequenti nei giardini, riescono, in certi momenti a coprire l’odore dell smog con il profumo. Quando la presenza del sole si fa più piena, le spighe dell’orzo selvatico permettono di contemplare qualcosa di simile ad un campo di grano matura. Contemplare il dono della primavera, propone, sullo stile del vangelo, due spunti di riflessione.
• la pianta, che pur se invecchia, apre ogni anno un anello nuovo ed offre un modello di vita. Anche se il copro lentamente declina, proprio questa consapevolezza porta con se un invito a rinnovarsi spiritualmente affinando il dono che le esperienze vissute possono offrire alle persone care
• la pianta, sempre prudente nel suo sviluppo perde letteralmente la testa quando si tratta di dare la vita. Basta osservare l’infinità di semi di platano, acero, olmo e pioppo che ricoprono i marciapiedi, l’abbondanza dei fiori e la ricchezza biologica dei frutti che li accompagnano.
Un invito ai giovani di disancorarsi dalla paura di dare la vita.
La denatalità che spopola i nostri abitati di bambini ed il 30% delle famiglie disintegrate non coincidono col modello offerto dal canto, dal fiore, dal profumo.

Padre Guido Chiaravalli

One comment

  1. Grazie Padre Guido, per le tue parole bellissime ed edificanti! sembra di sentirlo il profumo dei prati
    nei tuoi scritti e sembra di respiralo l’invito alla vita che vale più di ogni altra cosa!
    Non ti dimenticheremo mai. Prega per noi!

    Rosaria

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