19 maggio: novena a San Filippo Neri (3° giorno)

La pazienza di  Filippo

Filippo mostrò sempre una pazienza eroica, specialmente nelle sue infermità che, per le sue grandi fatiche, gli erano frequenti. Non diede mai alcun segno di tristezza per grandi che fossero i suoi dolori o la lunghezza delle febbri, anzi diceva spesso: Non sono degno di ricevere dal Signore il dono delle tribolazioni e dei travagli.

Ma la pazienza di Filippo si mostrò maggiormente nel sopportare ingiurie, contrarietà, persecuzioni. E non era schernito solamente nelle corti, nelle piazze e dagli sfaccendati, fu più volte, ingiustamente, ripreso da personaggi di molto riguardo. In queste occasioni, non faceva altro che benedire Dio, come Giobbe, e confondeva con la sua pazienza tutti coloro che lo tormentavano.

Seguendo, inoltre, fino in fondo i suggerimenti evangelici, ricompensava le ingiurie ricevute benedicendo (cfr. 1 Pt 3,9), pregando Dio per la salute di chi lo insultava, tanto che si stancavano prima i suoi persecutori nel contrariarlo che lui nel sopportarli. Si diceva abitualmente di lui: Al Padre Filippo si può dire o fare qualsiasi cosa, tanto non si turba mai…

E’ così, in fondo, che si mette in pratica quanto chiediamo quotidianamente nel Padre Nostro: rimetti a noi i nostri debiti come noi li rimettiamo ai nostri debitori… Gesù ci ha rivelato che il Padre farà dipendere il perdono delle nostre colpe dal perdono che avremo saputo accordare a coloro che ci hanno offeso.

Pater, Ave, Gloria

 

Preghiera

 San Filippo, tu mi hai mostrato con le parole e con gli esempi che le persecuzioni degli uomini e le tribolazioni della vita ad altro non servono che ad irrobustire le anime nell’amore di Dio: insegnami a comprendere questa verità nella mia vita; aiutami a mettere un freno ai miei trasporti d’ira, ai miei scatti di impazienza, perché io possa essere verso di tutti accogliente, mansueto e pacifico e per amor di Dio sopporti pazientemente le croci che la vita mi riserva, per essere fedele a Dio fino alla morte. Amen.

 

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