20 maggio: novena a San Filippo Neri (4° giorno)

La purezza di  Filippo

La purezza del corpo, fra tutte le virtù, fu quella più cara a Filippo. Egli seppe sempre conservare intatta questa virtù. Chi lo conobbe, testimoniava come sprigionassero purezza i suoi occhi, e così tutto il suo corpo, che pare emanasse anche un odore meraviglioso. Non solo confortava chi gli si rivolgeva, ma con il solo toccarlo dileguava in lui ogni stimolo impuro.

Non si trattò di una virtù gratuita, ma conquistata. Fu più volte osteggiata; sappiamo che da giovane più d’una volta fu incitato al peccato e anche da sacerdote molte volte gli furono tese insidie da donne di condotta immorale, ma, com’egli diceva, nella guerra del senso vince chi fugge: e fu proprio fuggendo che rimase vincitore tutte le volte.

Per custodire la sua virtù preferita, Filippo usava allenare i suoi sensi alla mortificazione, stava attento a fuggire le occasioni che potevano portare al peccato, rimaneva sempre unito a Dio con la preghiera e i sacramenti, e aveva una fervente devozione alla Beatissima Vergine.

Queste erano le sue armi. E per questo Filippo è speciale protettore di coloro che amano questa virtù.

Pater, Ave, Gloria

 

Preghiera

 Glorioso San Filippo, che per la tua castità angelica hai meritato di vedere il Figlio della Vergine e più volte fosti rallegrato dalla visita degli Angeli, ispira anche in me un amore efficace verso questa virtù celeste. Tu che dai primi anni hai trattato duramente il tuo corpo innocente per assoggettarlo sempre più allo Spirito, ottienimi la grazia di fuggire le illusorie suggestioni della carne e di custodire ogni mio sentimento da ogni cosa possa macchiarlo, così che possa un giorno venire anch’io a godere con te quella beatitudine che Gesù Cristo ha promesso ai puri di cuore.

Amen.

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