22 maggio: novena a San Filippo Neri (6° giorno)

L’amore di Dio

L’amore di Filippo verso Dio fu sempre puro, disinteressato, non condizionato da alcuna motivazione terrena. Amava Dio teneramente, e desiderava amarlo sempre di più. Il suo cuore era talmente innamorato di Dio che, non potendo per la gran veemenza essere contenuto tutto nel suo petto, gli si spezzarono visibilmente due costole e il suo cuore fu dilatato dallo Spirito Santo. Dai suoi occhi e dalla sua faccia si vedevano sprizzare quasi scintille di fuoco, per effetto di quella fiamma d’amore che lo consumava interiormente. Avrebbe voluto spargere il suo sangue per Gesù, pensando, agli inizi della sua missione, di andare nelle Indie per evangelizzarle, ma non era questa la Volontà di Dio su di lui. Più operava e più gli sembrava di non fare niente a gloria di Dio, perché avrebbe voluto fare sempre di più, per manifestarGli il suo amore. Sulla sua bocca si sentiva ripetere: Io non ti ho mai amato, eppure ti vorrei amare, Gesù mio…  Quando comincerò a fare del bene?… Beati voi, giovani, che avete tanto tempo per fare del bene…

 

Pater, Ave, Gloria

 

Preghiera

 San Filippo, alla tua presenza io confesso l’ingratitudine con la quale ho corrisposto fin’ora all’amore di Dio, confesso di non essere stato capace di amare quella Bontà Infinita come tu L’hai amata sulla terra, non l’ho amata gratuitamente, né con tutto il cuore. Come ai tuoi figli devoti hai impetrato fiamme d’amore divino, così ottienile per me, perché possa anch’io staccare il mio cuore dalle creature e non curarmi più delle vane attrattive del mondo. Ottienimi un amore puro ed efficace, perché solo Dio sia l’oggetto del mio cuore e il mio unico desiderio, nel tempo e per l’eternità.

Amen.

 

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