23 maggio: novena a San Filippo Neri (7° giorno)

L’amore verso il prossimo

 

Prima e dopo il suo essere sacerdote, Filippo si premurò sempre di aiutare il prossimo nel cammino verso Dio con vari esercizi di devozione. Era affabilissimo con tutti, per portare tutti a Dio.

A Roma girava dappertutto, per le piazze, per le scuole, per ogni dove, al fine di riportare sulla via della salvezza chi ne era lontano. E molto spesso riuscì, con le sue buone maniere, non solo a ricondurre alla verità ebrei ed eretici, ma anche a convertire numerosi peccatori ostinati.

Ma non si preoccupava solamente della salute dell’anime, era molto sollecito a venire in aiuto anche nei bisogni materiali. Famiglie afflitte, ragazze povere, vedove abbandonate, pellegrini senza dimora, malati convalescenti, e qualunque genere di persone trovavano presso di lui conforto e sostentamento. Arrivò sino a spogliarsi delle sue vesti, non avendo altro da dare per coprire qualche povero.

E a tutto questo univa una giovialità d’animo unica: allegro sempre verso tutti, affabile nell’aspetto e mansueto nel discorso. Stimava tutti, onorava tutti e compativa tutti. I suoi contemporanei dicevano che l’aver avuto a che fare con lui una sola volta bastava a rimanerne rapiti.

Eppure, come per Dio, anche per il prossimo era convinto di non saper fare nulla: Se io vi amassi, Signore, sopra ogni cosa, amerei anche il mio prossimo come me stesso… Fate, o Signore, che io ami i miei fratelli nelle viscere di Gesù Cristo…

 

“Amare Dio con tutto il cuore, con tutta la mente e con tutta la forza e amare il prossimo come se stesso val più di tutti gli olocausti e i sacrifici”. (cfr. Mc 12,33).

 

Pater, Ave, Gloria

 

Preghiera

 San Filippo, che con tanta premura ti adoperasti sempre a favorire la salute spirituale e materiale del prossimo, concedimi con la tua dolcezza l’impulso ad avere una tenera compassione verso i poveri e a promuovere la conversione delle anime traviate che incontro sulla mia strada, con le parole e con l’esempio. Ottienimi uno spirito pacifico e mite, che non possa mai dire parole nocive o che possano amareggiare il mio prossimo, che io anzi desideri sinceramente il bene di coloro che mi perseguiteranno o mi saranno molesti. Che io possa amare il mio prossimo, e soprattutto i piccoli, per essere da loro un giorno accolto nel Regno dei Cieli.

Amen.

 

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